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Novità dal XXVI Congresso dell’International Council of Nurses e il Manifesto CNAI in vista del rinnovo dei Consigli direttivi dei Collegi provinciali IPASVI italiani

Cecilia Sironi

Abstract

Inizio questo Editoriale con un cenno al Congresso ICN di Barcellona, al quale abbiamo partecipato innanzitutto ai lavori del CNR (Consiglio dei rappresentanti nazionali) che ci ha visto impegnati dal 25 al 27 maggio (hanno partecipato ai lavori in veste ufficiale, oltre alla Presidente, Enrica Capitoni, vice presidente CNAI e Walter De Caro, Presidente ARIL). Nella parte della Vita associativa troverete altre informazioni sul Congresso da parte di chi era presente, mancano alcune informazioni almeno sul passaggio di Presidenza. Judith Shamian, che abbiamo conosciuto e apprezzato per la sua leadership forte e decisa, ha davvero puntato sull’attualizzazione della sua watchword: IMPACT. Il Board da lei guidato aveva stabilito delle linee strategiche per il mandato 2014/18 che hanno portato a far sentire di più la voce dell’ICN negli organismi internazionali e centrali di diversi Paesi, Governi e Ministeri. Un esempio è la collaborazione più stretta con la Banca mondiale e l’OSCE, oppure il lavoro in corso in Zambia, dove Governo, Università, altri Enti con l’Associazione nazionale (ZUNO, http://healthmarketinnovations.org/program/zambia-union-nurses-organization-zuno) si sono resi conto che non è possibile avere dei servizi sanitari territoriali di buona qualità senza infermieri qualificati. Gli interventi attuati hanno seguito le quattro linee decise dal gruppo dirigente ICN: voce globale, direzione strategica, impatto nelle policy e diversificazione. La relazione finale del quadriennio ha mostrato quanto raggiunto e l’impatto degli infermieri in queste quattro aree fornendo esempi di progetti: fra questi, per esempio, l’Associazione giapponese e quella israeliana hanno attivato iniziative in aiuto a Paesi meno sviluppati o con meno risorse. Uno dei successi elencati dalla Presidente uscente è l’invito a rappresentate tutte le professioni sanitarie nella Commissione delle Nazioni unite per l’occupazione sanitaria e la crescita economica (UN High-Level Commission of Health Employment and Economic Growth). Ci spiace non aver spazio per condividere di più, certamente l’ICN sta cambiando ed è proprio la presenza di leader capaci che ha permesso la sua nascita nel lontano 1899 e che permette il suo continuo incremento fino ad oggi. Essere flessibili e sempre al passo con i tempi nel rispetto delle enormi differenze dei Paesi rappresentati è una enorme sfida. A Barcellona si sono svolte anche le elezioni per il rinnovo dei membri presenti nel Board di ICN. La nuova Presidente è una collega irlandese, Annette Kennedy, che conosciamo da anni per il suo impegno nella INMO (Irish Nurses and Midwives Organisation), nel WENR quando era attivo (è stata Presidente dello Steering Group del WorkGroup of European Nurse Researchers) e anche nell’EFN (è stata Presidente dal 2005 a 2007). La parola d’ordine da lei scelta è TOGETHER, che condividiamo e rilanciamo a tutti gli infermieri italiani, specie in questa congiuntura storica che ci porta a impegnarci attivamente per il rinnovo delle cariche nei nostri Collegi provinciali IPASVI e, nel 2018, del Comitato centrale della Federazione nazionale dei Collegi. Il nostro intento è collaborare con tutti i colleghi che intendono cimentarsi in questa importante sfida scevri da pregiudizi, motivati, entusiasti e con una buona dose di realismo e senso del dovere, oltre che di competenza. Il Consiglio di amministrazione CNAI ha deciso di proporre, attraverso un Manifesto, alcuni obiettivi a breve, medio e lungo termine per indirizzare il prossimo futuro sviluppo professionale. Siamo in un periodo critico ed è davvero tempo di cogliere i frutti di innovazioni ormai lontane nel tempo (il nostro profilo professionale è del 1994 e la Legge n. 4 del 1999), ma che non hanno portato a concreti riconoscimenti e sviluppi di carriera agli infermieri. Da tempo CNAI cerca di sensibilizzare i colleghi sul tema della leadership: ciò che servirebbe nel nostro Paese, a tutti i livelli dirigenziali e politici, è una leadership adeguata alla complessità dei problemi che ci si trova ad affrontare in un mondo globalizzato. Una leadership capace di Vision, con idee “fresche”, capace di dialogare con le diverse generazioni di infermieri che sono portatrici di principi, valori e conoscenze molto diverse. Le realtà operative in cui ci muoviamo oggi sono radicalmente differenti da quelle di solo una decina d’anni fa, così come sono profondamente mutati i bisogni dei cittadini, la composizione delle famiglie, le caratteristiche di chi accede ai servizi socio-sanitari. L’auspicio è di incrementare, anche diffondendo il Manifesto (che trovate qui di seguito), la partecipazione alle votazioni di questo importante momento storico della professione. L’invito è: coinvolgetevi con la vita dei Collegi IPASVI, partecipate, votate le persone più capaci e che offrono maggiori garanzie di avere presenti questi obiettivi come rilevanti per il nostro futuro! Un ultimo cenno, in questo Editoriale, va a uno dei decreti attuativi della legge 8 marzo 2017, n. 24 (si tratta della così detta “Legge Gelli”, titolata Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie). Il decreto del Ministero della salute datato 2 agosto 2017 a proposito di società scientifiche ha, infatti, giustamente suscitato numerose reazioni e dibattito all’interno della nostra professione e non solo. CNAI, con le altre Associazioni infermieristiche, s’impegna a sostenere qualsiasi iniziativa per evitare che “le voci che contano” in ambito scientifico e culturale siano sempre più ridotte a chi ha un peso politico, economico e sociale maggiore. Siamo provider ECM e lottiamo continuamente per riuscire a rispondere ai numerosi e onerosi adempimenti per esprimere la nostra cultura in modo capillare, idoneo alle esigenze dei Nuclei e Associazioni provinciali e regionali che lo chiedono. Gli infermieri non vogliono “sconti”, ma neppure sottostare a indicatori bibliografici troppo lontani dagli ambiti delle scienze infermieristiche: vogliamo solo contribuire con le nostre conoscenze all’elaborazione di linee guida multi-professionali e multi-disciplinari. Auspichiamo un intervento deciso da parte della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI che, specie in occasioni come queste, deve poter contare sull’unità della professione. Uniti saremo più forti e, per farci sentire come Associazioni, il Gruppo permanente delle Associazioni infermieristiche nazionali (GPAIN) è una risorsa già presente dal 2001 nel mondo professionale italiano.

MANIFESTO CNAI per il rinnovo delle cariche elettive in seno ai collegi provinciali IPASVI 2017 CNAI intende sostenere singoli infermieri o gruppi che si impegnano, nell’ambito delle funzioni svolte dai Collegi provinciali, a raggiungere i seguenti obiettivi:

1. Standard professionali. Definire gli standard per la pratica di assistenza infermieristica generale, di valutazione della performance professionale e per l’assistenza infermieristica con competenze avanzate.

2. Aree specialistiche e competenze avanzate. Garantire l’allineamento alle indicazioni europee e internazionali in tema di aree specialistiche e di definizione delle competenze avanzate, con lo sviluppo della carriera clinica e della mobilità infermieristica (ICN-CNAI, 2010; EFN, 2015).

3. Formazione infermieristica universitaria. Vigilare sul prodotto formativo e sulle modalità di erogazione degli Atenei italiani e contribuire al potenziamento della docenza di ruolo universitario e alla valorizzazione del ruolo di direzione, docenza e tutorato del personale delle Aziende socio-sanitarie.

4. Personale di supporto. Ottenere la gestione della formazione di base e continua del personale di supporto, del suo inserimento e organizzazione nelle strutture ove è impiegato, nel rispetto delle competenze di tutte le figure coinvolte (EFN, 2017).

5. Sicurezza dell’assistenza ai cittadini. Operare per la valorizzazione dei rapporti con le Associazioni di cittadini, anche per intervenire congiuntamente e ottenere organici adeguati e sostenibili di infermieri qualificati a tutti i livelli delle strutture socio-sanitarie, garantire cure sicure e combattere l’abusivismo professionale (Aiken et al. 2014; Aiken et al., 2010).

6. Innovazione e salute. Stimolare la diffusione di modelli organizzativi e iniziative utili per misurare l’impatto e il valore della funzione infermieristica, anche attraverso l’uso delle tecnologie. Favorire la presenza infermieristica in tutte le aree strategiche del Servizio sanitario italiano (ICN, Prese di posizione reperibili in http://www.icn.ch/publications/position-statements/; Needleman, 2017).

7. Deontologia professionale. Definire i valori professionali da condividere ampiamente con la professione e un codice deontologico che li rispecchi e che preveda norme di comportamento chiare per tutti i professionisti (CNAI, 2017).

8. Internazionalizzazione della professione. Coinvolgere le Associazioni professionali che storicamente sono state impegnate a livello europeo e internazionale e formalizzare linee strategiche congiunte per favorire lo sviluppo delle relazioni e della professione a livello globale.

9. Immagine infermieristica. Sostenere a livello strategico-mediatico ogni iniziativa tesa a valorizzare la professione infermieristica anche attraverso l’utilizzo di pubblicazioni scientifiche italiane e dei portali informativi di settore. Valorizzare e potenziare i rapporti con le associazioni infermieristiche e aumentare la capacità di ascolto e la sinergia con Organismi sindacali, politici e agenzie del settore sanitario.

 

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Riferimenti bibliografici

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