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Il codice deontologico italiano e il tema della Giornata internazionale degli infermieri 2017 dell’ICN

Cecilia Sironi

Abstract

Cari Associati e Lettori di Professioni infermieristiche, La responsabilità di ciascuno è chiamata in causa dalla proposta fatta dalla Federazione nazionale dei Collegi di rivedere il nostro codice deontologico. La bozza del nuovo testo, elaborata da una Commissione appositamente costituita e guidata dalla Senatrice Annalisa Silvestro, ha già superato il vaglio di magistrato, avvocato e bioeticista. Un gruppo di infermieri di CNAI con competenze in questo ambito ha studiato e confrontato il testo della bozza presentata il 26 novembre 2016 ai Presidenti dei Collegi provinciali e presente sul sito della Federazione, con i codici precedenti, in particolare con quello del 1999 e quello in vigore del 2009. Le considerazioni espresse sono state condivise con il Consiglio di amministrazione e messe a disposizione sul nostro sito dal 19 febbraio. Stiamo cercando di attivare il dibattito, stimolare la partecipazione di tutti gli infermieri e operare in sinergia con i numerosi incontri che si sono succeduti in tutto il Paese ad opera, in particolare, dei componenti la Commissione di lavoro e organizzati dai Collegi provinciali IPASVI. La partecipazione alla consultazione, aperta il 6 febbraio, chiede di iscriversi al sito tramite il proprio Collegio di appartenenza e di inserire i commenti negli spazi predisposti accanto ai singoli articoli; è possibile anche qualche breve commento al termine dei capi in cui è articolato il codice. Ci si auspica che la consultazione sia ancora aperta all’uscita di questo numero di Professioni infermieristiche, in modo da coinvolgere il maggior numero possibile di infermieri e farli partecipare in modo attivo ed informato. A questo proposito sorgono alcune domande: a fronte dei numerosi nodi irrisolti della professione infermieristica italiana, intervenire con questa radicale mutazione1 del nostro codice era l’azione più urgente? La decisione di destinare risorse, tempo ed energie per modificare l’attuale testo è partita dalle reali esigenze dei professionisti e da ciò che chiedono i cittadini? Una consultazione capillare, unita alla dovuta sensibilizzazione e formazione su un tema così rilevante non avrebbe dovuto precedere l’elaborazione del documento? Ciò che preoccupa è la rilevanza che il testo scritto di un codice deontologico ha per tutelare proprio i cittadini e gli appartenenti alla professione e, in norme come questa, la presenza di una virgola o di un termine hanno un peso notevole. Si vuole essere positivi e auspichiamo una folta partecipazione di tutti e una revisione del testo presentato poiché, specie chi è in ambito clinico, necessita di uno strumento che lo sostenga e indirizzi nelle decisioni da prendere ogni giorno.

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