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La nuova Vision del Consiglio internazionale degli infermieri

Cecilia Sironi

Abstract

Questo primo numero del 2017 non può che iniziare con un caloroso augurio che questo nuovo anno porti serenità, pace e – perché no? – meritate gratificazioni a tutti gli infermieri italiani. Molte delle soddisfazioni per gli infermieri sono collegate ai luoghi in cui trascorrono gran parte del loro tempo: servizi socio-sanitari, unità operative ospedaliere, ambulatori, strutture residenziali per anziani e disabili, servizi di salute mentale, domicilio delle persone che chiedono il loro intervento, centrali operative di primo soccorso ed emergenza, servizi di cure palliative e Hospice. Non possiamo dimenticare poi i vari livelli orga- nizzativi, la formazione, la ricerca clinica e sanitaria, la salute militare e la polizia, i nostri colleghi che lavorano nelle carceri, e l’elenco potrebbe continuare ancora. L’augurio è che l’ambito di lavoro di ciascuno sia più aperto alle innovazioni, più sereno grazie alle positive relazioni tra tutti gli operatori sanitari, più rispettoso del contributo di ciascuno per affrontare e risolvere i problemi di salute delle persone.

L’ICN rappresenta la voce degli infermieri di tutto il mondo. Influenziamo le politiche sanitarie, sociali ed economiche a livello nazionale, regionale e internazionale, attraverso la condivisione di prove di efficacia e delle migliori pratiche. L’ICN aspira a un mondo in cui i diritti umani siano rispettati e protetti, compreso il diritto delle attuali e future popolazioni a un ambiente sicuro, salubre e sostenibile. Operiamo in partnership e collaborazione per far progredire la professione e mi- gliorare in ogni luogo il benessere degli infermieri e della salute delle popolazioni e a chiedere il rispetto dei valori culturali, dei costumi e delle credenze spirituali.

Il 2017 è l’anno in cui si svolgeranno le elezioni dei nuovi rappresentanti del Board dell’ICN e saremo chiamati a esprimere il nostro voto. Il quadriennio che ha visto come Presidente la canadese Judith Shamian, che abbiamo avuto il piacere di incon- trare a Milano il 23 novembre 2014, è stato connotato dalla più forte presenza degli infermieri in Commissioni di lavoro in organismi internazionali di spicco: le Nazioni Unite (UN), l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OECD), l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), L’Organizzazione mondiale della sanità (WHO). Non si può dire che non abbia davvero fatto di tutto per tener fede alla parola scelta per il suo mandato: “IMPATTO”. Pur con le nostre limitate risorse abbiamo cercato di dare eco a questo impegno anche grazie alle pagine della nostra Rivista. L’innovazione del nostro organo di stampa continuerà, per rispondere sempre più alle mutate esigenze della professione infermieristica e del nostro contesto sociale. Il passaggio all’edizione on-line potrà dare più spazio a contributi ed esperienze di associati e colleghi, senza limitare la parte scientifica indicizzata, che aumenterà il numero di articoli in inglese con contributi internazionali.

Questo quadriennio di presidenza di Judith Shamian si conclude con una revisione della Vision dello stesso Consiglio inter- nazionale degli infermieri (ICN) da parte del Board, che riportiamo qui di seguito per due principali motivi. Innanzitutto perché dice della forza dell’ICN, dovuta alla continua tensione alla massima inclusività e globalità che vede fra i suoi membri Enti rego- latori della professione, Associazioni generaliste, Associazioni che svolgono anche – per storia, nel loro Paese – attività sinda- cali. È sempre più importante l’unità e il contributo di tutti e, la condivisione di esperienze, idee e risultati ottenuti negli anni da colleghi di paesi anche molto lontani dal nostro, è impagabile. Il secondo motivo per cui si propone questa nuova Vision è perché evidenzia il ruolo che in parte già ha, e che potrebbe avere di più, la nostra professione in Italia.

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