I RITUALI DI GUARIGIONE DI SANT’ANTONIO
Lucia Mitello
Abstract
Sant'Antonio Abate ha suscitato, fin dal più remoto passato, un fascino particolare sul popolo abruzzese tanto da far fiorire una serie di leggende sulla sua vita e sui miracoli. Il lavoro è il resoconto di un’indagine etnografica condotta sul campo in Abruzzo, sui rituali legati al santo. Nella cultura popolare la funzione principale del santo taumaturgo è quella di protettore degli animali. Al centro del culto troviamo le sue capacità di guarire animali e persone. L’associazione del santo al fuoco è da attribuirsi alle sue capacità taumaturgiche. Il fuoco è spesso associato ai medici e alla guarigione delle malattie, e attraverso esso si hanno effetti terapeutici. La critica agiografica sostiene che l’immagine del santo è da riferirsi a un fatto storico avvenuto nel secolo IX, in Francia. Qui venne costituita una comunità ospedaliera laica per curare i malti di ergotismo canceroso, che si manifestava con vesciche urenti sulla pelle, febbre, eruzioni, delirio e allucinazioni. Il grasso del maiale veniva impiegato nella cura dell’egotismo e fu così che tale malattia fu soprannominata “il male di Sant' Antonio” o “il fuoco di Sant' Antonio”. Per la grand moltitudine di malati che vi confluivano fu costruito un ospedale tenuto da canonici Agostiniani.
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