PROFESSIONI INFERMIERISTICHE, Vol 56, No 1 (2003)

IL PERCORSO DI INTEGRAZIONE TRA INFERMIERI E FIGURE DI SUPPORTO. L'ESPERIENZA NELLA AULSS 16 DI PADOVA

Francesca Munerati, Daniele Salmaso

Abstract


La storia dell'infermieristica in Italia, nell'ultimo decennio, ha avuto un importante sviluppo normativo che ne ha completamente ridisegnato profilo, responsabilità, autonomia ed assetto formativo, imprimendo un'accelerata al processo di professionalizzazione. Si è contraddistinta anche per una netta riduzione degli iscritti ai Diplomi Universitari (ora laurea di primo livello) che ha determinato il fenomeno della carenza di questa figura professionale all'interno di tutti gli ambiti in cui è chiamata ad operare. Da più anni la professione sta documentando la crisi in tutto il mondo. Le strategie da mettere in campo possono essere diverse, ma prima di chiedersi quanti infermieri ci vogliono, occorre chiedersi cosa serve che facciano gli infermieri. Da uno studio condotto presso l'Azienda USL Medio Friuli, risulta che gli infermieri percepiscono che circa il 50% delle attività che attualmente svolgono, possono essere delegate a personale ausiliario o segretariale. Si riconosce la necessità di affiancare all'infermiere figure di supporto che svolgano alcune attività assistenziali, sotto la sua supervisione.
Questa indagine pilota è stata svolta in tre ambiti organizzativi particolari e desueti per questo tipo di analisi (assistenza territoriale, poliambiulatori e terapia intensiva) con l'intenzione di dare l'avvio ad un lavoro che potesse mettere in luce tutte le possibili criticità di un rapporto ipotizzato in situazioni "limite".
Il lavoro consiste, nell'analisi di una lista di attività infermieristiche, svolte quotidianamente nei singoli servizi e rappresentative del lavoro assistenziale svolto, di cui gli operatori erano chiamati a definire il livello di autonomia con cui le attuano, la possibile delegabilità a figgure di supporto e le motivazioni che ne sostenevano la scelta. Le informazioni ricavate da questa indagine, forniscono una base orientativa ed utile per ipotizzare una revisione dei modelli di erogazione dell'assistenza infermieristica che consenta di ottimizzare l'impiego delle risorse professionali disponibili, per un mantenimento, se non un miglioramento, della qualità dell'assistenza offerta all'utente. La diretta ed attiva partecipazione degli operatori impiegati (modalità button up) tende a favorire la più ampia condivisione possibile sulle scelte e nei cambiamenti organizzativi da attuare.
I risultati emersi, in merito alla delegabilità, sono mediamente sovrapponibili a quelli riportati in letteratura (35% per l'assistenza domiciliare, 57% per la rianimazione, 74% per i poliambulatori). Si conferma, inoltre, come l'introduzione di figure di supporto ed il conseguente cambiamento organizzativo, debba essere sostenuto dalla costruzione ad hoc di strumenti procedurali, dall'adozione di strumenti informativi funzionali alla scelta dei modelli assistenziali, dalla formazione degli infermieri su competenze di pianificazione, delega e supervisione e degli operatori di supporto su competenze tecniche che ne uniformino la spendibilità nei servizi.

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