UN'ESPERIENZA PILOTA DI ADDESTRAMENTO ALLA LETTURA LABIALE PER INFERMIERI DELLE UNITÀ DI TERAPIA INTENSIVA
Mario Degan, G. Pollastri, V. Genova, B. Marin
Abstract
Presso la rianimazione dell'ospedale di Mestre è stato condotto uno studio pilota per addestrare il personale infermieristico alla lettura della labbra di persone intubate/trachestomizzate.
Dopo un corso predisposto appositamente da una logopedista, è stata analizzato il livello di apprendimento e l'impatto sulla pratica quotidiana.
L'apprendimento, valutato in base alla comprensione di parole videotrasmesse senza sonoro, è stato misurato prima e dopo il corso ed a distanza di sei mesi.
È risultato che tutti i partecipanti hanno migliorato, immediatamente dopo il corso, le proprie capacità interpretative labiali, ma che l'apprendimento è diminuito dopo sei mesi. Successivamente al corso è stato anche indagato se le maggiori abilità di lettura labiale potessero favorire la comunicazione con le persone ricoverate; è quindi risultato che i partecipanti non hanno percepito alcun evidente beneficio (probabilmente anche a causa di alcuni errori didattici) ma altresì hanno dichiarato di essere più sensibili al difetto di comunicazione infermiere-paziente in terapia intensiva.
Dopo un corso predisposto appositamente da una logopedista, è stata analizzato il livello di apprendimento e l'impatto sulla pratica quotidiana.
L'apprendimento, valutato in base alla comprensione di parole videotrasmesse senza sonoro, è stato misurato prima e dopo il corso ed a distanza di sei mesi.
È risultato che tutti i partecipanti hanno migliorato, immediatamente dopo il corso, le proprie capacità interpretative labiali, ma che l'apprendimento è diminuito dopo sei mesi. Successivamente al corso è stato anche indagato se le maggiori abilità di lettura labiale potessero favorire la comunicazione con le persone ricoverate; è quindi risultato che i partecipanti non hanno percepito alcun evidente beneficio (probabilmente anche a causa di alcuni errori didattici) ma altresì hanno dichiarato di essere più sensibili al difetto di comunicazione infermiere-paziente in terapia intensiva.
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